Magnus prima di Magnus

Ho visitato la mostra “Magnus e l’altrove. Favole, Oriente, Leggende” alla Fondazione del Monte di Bologna. Tutti gli appassionati di fumetto conoscono il genio di Magnus, anche se spesso si inizia con il parlarne dal 1964 quando incontra Max Bunker e comincia la fortunata collaborazione su Kriminal, Satanik e Alan Ford. Invece, l’esposizione vuole far luce sugli anni precedenti al grande successo con le opere di illustrazione del maestro.

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La mostra si divide in tre stanze, un piccolo gioiello che ritengo meta di pellegrinaggio obbligatorio per chiunque ami il fumetto. Nella prima stanza sono per la prima volta raccolte le illustrazioni per Malipiero (il primo editore che pubblica Magnus) legate alle fiabe delle regioni, a scenari esotici e alle storie classiche, come il famoso e ricercato “Il Mago di Oz”. Appare subito evidente la grande abilità nel disegno, la cura del dettaglio e della colorazione.

Nella seconda e terza sala si trovano gli studi per i personaggi e le incredibili tavole de I Briganti, il Lunario 1995 con le storie ispirate dai racconti popolari della Valle del Santerno e Le 110 pillole. La mostra si conclude con Le femmine incantate e la splendida gigantografia della copertina del 1990.

Sono ironiche le firme che l’autore adotta nel corso del tempo, da quando siglava le prime caricature liceali come “Bob la Volpe”, alla M rovesciata che diventa il fumo di una tazzina di caffè per le tavole de Le 110 pillole.

Oltre ai disegni, nella terza sala viene proiettato un video estrapolato da un incontro del 1995 al Treviso Comics, realizzato un anno prima della sua morte, di cui si trova solo qualche minuto in rete. Magnus risponde a un quesito del pubblico con questo aforisma, descrivendo il suo metodo di lavoro:

Bisognerebbe scrivere con il compasso e disegnare col vocabolario”


16.-copertina-del-volume-magnus-prima-di-magnus-alessandro-editore

Per l’occasione è stato pubblicato il catalogo, edito da Alessandro Editore, un bel volume che contiene ben oltre ciò che è esposto, con un apparato grafico tutto a colori. Nella mostra non vi è il “bookshop”, ma basta recarsi nella libreria dietro l’angolo della fondazione per trovarne una bella scorta.

Per approfondire: http://fondazionedelmonte.it/news/magnus-e-laltrove-favole-oriente-leggende

 

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